TIM Telecom Italia Mobile

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Retrocellulari

Storia dei gestori di telefonia mobile italiani

(1964-1983)  
(1983-1994)
(1994-1995)
(1995-1998)

TIM oggi, Telecom Italia Mobile in passato e precedentemente SIP, è stato per molti anni l'unico gestore di telefonia mobile in Italia, un monopolio cessato con l'ingresso nel mercato di Omnitel alla fine del 1995. Si devono quindi a questo gestore tutte le scelte tecniche, commerciali e politiche per la diffusione della telefonia cellulare nel nostro paese.

La storia di questo gestore va quindi di pari passo con l'evoluzione della telefonia mobile italiana fino all'avvento del GSM e tutto questo è stato trattato nelle pagine dedicate alle varie reti

GSM - ETACS - RTMS - RTMI

Sip è stato il marchio utilizzato fino al 1994, il 30 giugno il Consiglio di Amministrazione dell'IRI approva la fusione di Sip, IRITEL, Italcabe, Telespazio e SIRM, il 27 luglio a Torino venne firmato l'atto di fusione e nacque così Telecom Italia. Il 28 giugno 1995 ci fu la scissione da Telecom Italia della branchia che si occupava della telefonia mobile; nasceva così TIM, Telecom Italia Mobile.

Nel 1995 cessa il monopolio di Sip (Telecom Italia Mobile) nel panorama della telefonia mobile. In quel momento l'Italia è ben messa a livello europeo sia come numero di telefonini presenti, sia come percentuale di utilizzatori di tale servizio per i motivi descritti nella pagina relativa al sistema ETACS. La vera molla però che ha fatto impennare il tasso di crescita e penetrazione del servizio di telefonia mobile nel nostro paese è stata l'introduzione delle schede ricaricabili nell'ottobre del 1996.

Qui di seguito un interessantissima conferenza T.I.M. SpA tenuta dal direttore commerciale Roberto Pellegrini in data 20/01/99 presso la Facolta' di Economia Aziendale di Napoli. Universita' Federico II Corso di Marketing 1998/99 - Cattedra Prof. L. Sicca - L. Cantone "Startegie commerciali di Tim nel lancio delle carte prepagate".

Quanti di voi hanno il telefonino?? (Alzata di mani generale…) Bene... Qualcuno chiede quanti TIM, datemi questa coltellata, va’... e quanti OPI... va bene, meglio della media nazionale. Vi racconto una delle piu' belle storie, credo, che l’ Italia industriale abbia espresso in quest’ultimo quinquennio, regalando all’ Italia e, senza retorica alcuna, al mondo, quello che e' accaduto al piu' grosso osservato gestore di telefonia cellulare: TIM oggi e' tecnicamente il terzo gestore radiomobile al mondo e di gran lunga quello che ha maggiori clienti: abbiamo raggiunto a Dicembre i 14.600.000 in un solo mese abbiamo acquisito 860.000 nuovi clienti e rappresentiamo grazie anche alla vostra partecipazione di entusiasmo, un modello, un business model, per tutti gli operatori. Andiamo a raccontare con molta enfasi e molto entusiasmo questo miracolo italiano, che e' cosi' fortemente radicato nel paese che anche il secondo gestore ha saputo nel giro di due anni diventare il gestore numero due; il tessuto che ha ospitato questa vittoria imprenditoriale e' cosi' fertile che il primo e' diventato il PRIMO e il nuovo entrato e' diventato rapidamente il SECONDO; quindi e' proprio il paese Italia con il nostro comportamento e la nostra propensione ai “gadgets” che ha rappresentato il punto di partenza per queste vittorie. Allora io chiedevo ai vostri “sacerdoti” della scienza quale filosofia si pratica: Kotler, Porter e cosi' via… (Kotler). Dunque io vengo dalla strada e la mia scuola stata sostanzialmente la vendita fatta di buon senso; la disciplina prevalente per far successo in un impresa e' il buon senso, ricordatelo, condito ovviamente di tutti i tecnicismi che fanno la competenza distintiva. Ma se non c’e' buon senso non si ha successo. L’altra grande regola e' la determinazione, cioe' il fatto di portare avanti le proprie idee. Questi sono alcuni dei temi (illustra un lucido); La concorrenza: la telefonia cellulare compare di fatto esattamente nel giugno del 1990: Luca di Montezemolo esibisce durante una partita del mondiale una strana scatola di plastica nera che ovviamente un bel testimonial e quello fu il primo atto di marketing che noi praticammo per diffondere il “verbo” . Vedete che fino al Dicembre del 1995, data in cui Opi si presenta sul mercato, le nostre innovazioni sono state molto poche: il famoso “family” cioe' la famosa tariffa scontata, l’avvio del GSM. Guardate l’accelerazione che si e' avuta nelle innovazioni da quando Omnitel si e' affacciata sul mercato: guardate nel 1998; non tutti questi sono fatti centrali pero' voi potete naturalmente capire quale pressione competitiva e' nata nel momento in cui vi erano altre ragioni di confronto che non l’unicita' dell’offerta. Le due tappe fondamentali sono sicuramente state quelle dell’ottobre 1996, la nascita del famoso prepagato, ovvero la scomparsa della bolletta, questa straodiata bolletta, che solo nei paesi latini ha un significato cosi' negativo, simile ad un rapporto di stato padrone. Nei paesi di natura anglosassone la bolletta e' vista in un normale rapporto tra il cittadino e lo Stato, senza quella negativita' profonda che c’e' nei paesi latini. La nostra killer proposition fu proprio questa: “il telefonino senza bolletta”, forse la ricordate. Risultato : uno dei piu' clamorosi sbagli che facemmo. Stima della domanda letteralmente 10 volte inferiore alla realta': infatti il grande successo del prepagato TIM e' stato certamente uno strepitoso successo pero' costellato da numerosi errori nella storia del trade. Perche' il fatto fondamentale fu che noi ragionammo da telefonici, da ingegneri e dicemmo “tiriamo una riga sulla storia”; le estrapolazioni, quelle cose li' etc, e andiamo a vedere cosa dicono. Essendo stato il prepagato un momento di svolta nel comportamento del consumatore non era possibile prevederlo sulla base di un comportamento passato. Risultato: domanda istantanea 10 volte superiore; carenza di prodotto; io in televisione che vengo accusato dalle associazioni consumatori perche' pensavano che TIM volesse boicottare il cliente finale con un servizio che era troppo conveniente per il cliente e troppo dannoso per il conto economico di TIM; non so se qualcuno di voi si ricorda che tutti i giornali erano pieni delle notizie che mancavano le Tim card. Fu semplicemente un errore che tutti noi dichiarammo pubblicamente di sottostima della domanda, e di un innesco forte della domanda del prodotto, il quale appena si presento' sul mercato dichiaro' sfracelli per il semplice motivo che avevamo generato noi una iper-domanda che ando' semplicemente a raccogliere i consensi dei clienti. E per noi ingegneri fu una duplice sconfitta: troppa pubblicita', prezzi troppo bassi, poca disponibilita' di prodotto. funzionalita', cioe' caratteristiche del prodotto, troppo complesse: queste quattro leve potevano essere utilizzate con molta piu' attenzione se avessimo avuto esperienza precedente. Voi sapete che la storia non ha particolari significati in un mondo in costante evoluzione. Questa proposta fu accolta dal mondo con molto scetticismo: dopo due anni, i piu' scettici sono oggi i piu' entusiasti di quello che e' il prepagato. L’altra grande svolta che fu del dicembre 1996 si ebbe con quello che noi chiamiamo ScipTIM, cioe' la possibilita' di inviare su un telefonino messaggi; penso che molti di voi lo facciano. Il telefonino e' diventato un piccolo PC, ed io vi prego di inondare l’aria di SMS!! Costano poco! Il prepagato - modalita' di pagamento assolutamente originale e vicina al consumatore; lo ScipTIM - modo nuovo di utilizzare la telefonia. Queste le due radici che hanno manifestato il seme del mercato di massa della telefonia cellulare. Quello che volevo farvi notare e' la pressione competitiva che ha portato ad una poderosa accelerazione delle novita'; le altre sono state e sono novita' marginali, al punto tale che il rilascio di un nuovo prodotto, che e' sempre un momento di sofferenza, e' ben poco significativo. Non riusciamo peraltro ad individuare piu' le stesse ragioni forti finora date dal prepagato e dallo ScripTIM per dare un ulteriore svolta al mercato, se non probabilmente agli inizi del nuovo millennio di una tecnologia cosiddetta UMTS che permettera' di portare sul telefonino non solo voce, non solo parole ma anche immagini. (Mette il lucido del tasso di penetrazione di mkt); il nostro modello e' la Scandinavia, dove meta' della popolazione ha il telefonino. Vedete che l’ Italia e' quella che ha la tendenza piu' irta, e' quella che e' partita dopo ma che oggi ha gia' livelli molto alti. Sappiate che il boom dei miei sogni, perversi, non e' soltanto di far parlare gli individui ma le automobili, i vagoni ferroviari; voi sapete che nel mondo ferroviario uno dei problemi e' quello della localizzazione del carro ferroviario. Spesso letteralmente si perdono nelle stazioni periferiche; allora dotare un carro ferroviario di un telefonino e di un oggetto che si chiama GPS - sapete cos’e'; e' il gadget che collegato ad un satellite permette di localizzarlo immediatamente - e questa combinazione di tecnologia ormai elementare risolve un gigantesco problema di efficienza. Si possono far parlare i semafori; qui a Napoli abbiamo l’applicazione del cosiddetto “Bus intelligente”; l’autobus, che “telefona”, inviando messaggi o riceve telefonate sul coefficiente di riempimento, sull’approssimarsi della fermata, oppure l’invio di pubblicita' : questi, ragazzi, sono margini; chi di voi ha visto “I Laureati” ? Si diceva “ragazzo, il business del futuro e' la plastica” oggi si direbbe “ragazzo, il business del futuro e' la telefonia cellulare!” non sto scherzando, ci sono delle implicazioni importanti; ve ne dico una sola per farvi rendere conto dell’importanza che essa ha: con la telefonia cellulare non si devono piu' fare i buchi. Il cosiddetto “ultimo miglio” e' quel grave problema che i gestori di telefonia hanno nel collegare le nostre case con l’ultima centrale telefonica; lavori sotto terra, scavi nella strada, lavoriamo per voi e cose del genere. Con la telefonia cellulare, l’ultimo miglio e' realizzato via aria, con le famose stazioni radiobase, quelle famose cattedrali che sono le antenne e cosi' via, realizzano tali collegamenti. Quindi e' molto piu' facile dare la telefonia nei paesi per esempio emergenti, con la telefonia cellulare. Se pensate che una stazione radiobase costa qualche centinaia di milioni, che in un paese servono poche migliaia di stazioni cellulari, ossia un investimento di poche migliaia di miliardi, che e' una cifra relativamente bassa, si da’ un sistema telefonico ad un intero paese. Questa e' la ragione per cui tutto il mondo parla di telefonia cellulare. Ci sono capitali “cosi' modesti” che anche l’industria privata lo puo' superare. Numeri : 57.000.000 di italiani, 15.000.000 non si dichiarano interessati (perche' non hanno reddito, perche' sono troppo giovani, perche' sono refrattari a questo tipo do innovazione), pero' 42.000.000 sono interessati; 20.000.000 sono gia' stati cellularizzati, altri milioni interessati a breve, altri a medio, altri a lungo, intendendo breve entro 6 mesi ,medio entro 1 anno e lungo di piu'. Questo e' lo scenario, il nostro target. Un primo modo si segmentazione e' la nostra piramide: dalle grandissime aziende al vertice al mercato di massa alla base. Ci sono dei drivers, come l’ammontare della bolletta: quanto piu' elevato tanto piu' sta in alto la piramide e va verso la grande organizzazione. La rete distributiva a sua volta deve essere specificatamente legata al servizio: in basso le grandi reti distributive, i negozi, i dealers, verso l’alto una forza di vendita dedicata che passa le giornate presso la Banca d’Italia, la Banca di Napoli, etc, alla ricerca di nuovi clienti. Verso il basso c’e' un’azione di tipo “pull”, cioe' il cliente entra nel negozio , verso l’alto c’e' un’azione di tipo “push”, cioe' e' la forza di vendita che va dal cliente. Un altro grafico e' la propensione al consumo: un summa di tutto quello che avete studiato. Questa e' una delle cose piu' complesse da rappresentare, ed e' una delle tante rappresentazioni. Dove vi posizionereste? Io in alto e a destra. Dove vi posizionerei? Io vi posizionerei in basso, poi destra o sinistra dipende. Tradizionalisti Innovatori Mia figlia certamente in basso a sinistra; perche'? Perche' x lei e' un “must”, non e' un “need”; io del telefonino ho bisogno per lavorare; mia figlia del telefonino ha bisogno per esistere; pensateci: guardate che questo e' un formidabile fattore di business. Quanti vogliono il telefonino perche' lo hanno tutti? Tantissimi. Vedete “must” e “need”; “need” e' un bisogno vero per operare, “must” e' perche' non lo so, ce l’hanno tutti. Ricordate le Timberland?? Si andava a “La Scala” con le Timberland ;quando negli USA andavo a comprarle mi dicevano: “There is so much mud in Italy?” Avete cosi' tanto fango in Italia?? Non capivo; erano nate come “need”, come strumento da lavoro, ed in Italia erano usate come un “must”; gli Swatch: di quanti orologi abbiamo bisogno, uno. Questi sono fattori importanti, vedere chi usa e poi creare il bisogno. Non necessariamente soddisfarne di gia' esistenti, ma anche crearne di nuovi. Io mi ritengo in alto a destra perche' ho bisogno di terminali di una certa complessita', che sappiano fare determinate cose, a me interessa la qualita' della comunicazione e soprattutto l’affidabilita', e sempre piu' frequentemente ho bisogno di trasmettere dati e di fare “banca mobile”, cioe' contattare la mia banca per avere il mio saldo, i movimenti di borsa, etc. In basso a sinistra, telefono moda, terminali colorati. Diamo un’occhiata a quella che e' la “business machine”. Due sono i grandi elementi che governano qualunque impresa, una e' la acquisizione lorda, sostanzialmente l’interazione diretta con il mercato e questa e' governata dalle quattro P del marketing mix, essenzialmente la pubblicita', l’offerta e il canale distributivo. Quello che resta, quello che abbiamo acquisito, che e' l’ordine, e quello che genera ricchezza e' quello che noi chiamiamo “divisioni nette”; a noi non interessa tanto acquisire nuovi clienti, che peraltro e' un fattore importante perche' da’ la quota di mercato, ma ci interessa avere clienti che pagano (ahhh!!! Godo sempre di piu'!! Avevo ragione!!!), che usano il cellulare; eccola qui questa cifra, una va sulla quota di mercato e una sui ricavi. La differenza tra queste due e' la resa della macchina. Un conto e' lavorare sulla quota di mercato e un conto e' lavorare sull’effettiva generazione di valore. Su ogni segmento abbiamo un’offerta fissata per soddisfare le specifiche esigenze e questo e' un’esempio della ns offerta: la ns offerta e' sostanzialmente il minuto di traffico. Il nostro business e' far consumare il traffico alle societa', secondo schemi tariffari particolarmente graditi. Vedete la ricorrenza di termini facili: tariffa Rossa, Blu, Arancione e cosi' via , rinunciando ai tecnicismi del passato: business, family ,Time, sempre piu' vicini al cliente. Qui si parla un po’ di Selling Proposition, ma si tratta di tecnicismi propri di ogni segmento di mercato. Una torta: la distribuzione per tipologia di servizio. Come e' andato il prepagato in Italia : beh , oggi anche l’analogico (il TACS) e' prevalentemente prepagato. Il GSM e' largamente prepagato e il prepagato e' sinonimo di mercato di massa . Oggi in Italia, per noi di TIM , ¾ dei clienti scelgono di pagare con la formula del prepagato e se ci pensate e' anche economica : prima paga e poi usa. Pero' ha rotto quel legame negativo che era il pagamento della bolletta. Io ricordo di gente che continua a fare una o due ricariche al giorno spendendo in piu' un sacco di soldi e rifiuta l’idea di scegliere una soluzione razionale : il concetto della percezione. Un altro aspetto : voi noterete che una ricarica costa 60.000 e ha solo 50.000 di traffico , un balzello, si' ,xche' noi abbiamo cercato di penalizzar le ricariche piccole,cercando di limitare il viavai nei nostri negozi . Uno che fa la ricarica da 100.000 paga 10.000 per ricaricare. Se uno ne fa 6 da 50.000 paga 60.000. Logico? Domanda e Offerta! Ma e' risultato sbagliato!!! Tutti fanno la ricarica da 50.000 e si lamentano che ogni volta che si fa la ricarica c’e' il 10% !! Guardate che non e' uno scherzo , la ricarica media e' da 60.000. Centinaia di reclami per queste 10.000 ingiustamente viste come un balzello. Andate a spiegare alle associazioni dei consumatori che speravamo di avere un comportamento del consumatore piu' razionale. Questo e' il mercato di massa, governato dalle emozioni, mentre il mercato di tipo business e' governato dal raziocinio. Vediamo ancora un altro grafico. L’Italia era un paese normale fino all’Ottobre del ‘96 per penetrazione e tasso di crescita ; poi qualche mente geniale ha inventato il prepagato e l’Italia si e' elevata verso uno dei paesi maggiori sia per penetrazione che per tasso di crescita. Con il prepagato noi abbiamo triplicato il tasso di acquisizioni mensili e fu un’idea nata per caso , come tutte le grandi idee. Altri grafici :nel ‘95 tassi di crescita del 50%, del 60% e del 50% annui : non c’e' settore di industria che ha migliori tassi di crescita. In Italia , ed ora anche nel mondo , grazie al prepagato. E non e' solo TIM , ma anche Omnitel e altre societa' estere che sono entrate nel mercato di massa. E vi assicuro che per una societa' di ingegneri praticare il marketing e' uno shok devastante!! Perche' dal mondo della certezza si passa a quello dell’incertezza, dal mondo delle equazioni di Maxwell si passa al mondo delle quattro P. Le nuove tecnologie : beh, qui l’oggetto si sta complicando , cercando tral’altro di essere sempre molto produttivo; e' un po’ il discorso dei computer : 30 anni fa erano delle enormi cattedrali e avevano bisogno di fiumi d’acqua per essere raffreddati ,oggi la stessa valenza lavorativa e piu' sta sul palmo della mano. Qui vi ho portato e vi tento tre oggetti che sono lo stato dell’arte della telefonia :questo e' il nuovo prodotto Motorola (e' il V3688,che sballo!!! E’ davvero minuscolo e fantastico!!!) , piccolissimo e ancora piu' piccolo dello StarTAC ,questo e' il recente oggetto del desiderio (8810),il lusso dei lussi, e quest’altro e' un vero ufficio mobile (9110 nokia),uno dei primi esempi di fusione tra information technology e telefonia cellulare. Quuanti di voi sono navigatori di Internet? (Tanti) Bene!!! Ho qualcosa per voi !! Entro l’anno avremo dei terminali che possono collegarsi ad Internet senza PC: pensate quanto traffico farete!! Semplicemente ci sara' un menu', che permettera' la connessione , sempre nell’ambito della velocita' tipica del cellulare,che sara' 5 volte superiore a quella attuale , circa 48.000 Kbs; cio' che e' importante e' chee' un passaggio verso la terza generazione:un telefonino che e' un vero e proprio PC, con un software piu' potente. Un tema fondamentale e' l’interfaccia uomo-macchina: deve renderlo portatile, fruibile e utilizzabile. Voi capite che la telefonia cellulare e' un incrocio di discipline, tecnologia, informatica, telecomunicazioni, finanza, marketing, e il quadro regolatorio, perche' la telefonia cellulare richiede una risorsa molto preziosa che e' l’etere, il cui utilizzo richiede una norma, una legge; ed il regolatore, l’Autority, che tralatro e' qui a Napoli, puo' influire in maniera molto pesante nel settore della telefonia. Noi abbiamo schiere di legali che passano intere giornate ad interpretare le righe : avete visto infatti,senza polemica alcuna , cosa e' accaduto due settimane fa’ (l’aumento da rete fissa delle chiamate verso i cellulari). Il telefonino non trasmette piu' solo parole , ma anche dati e informazioni. Digitando pochi codici sul vostro telefono, comunicate con la vostra banca, chiedete il saldo e potete fare anche delle operazioni bancarie: il borsellino elettronico. Avete comprato n bellissimo orologio, digitate un po’ di istruzioni, vi collegate con la vostra banca, inviate il codice segreto, mettete il conto corrente del negoziante, il conto corrente vostro e ci sara' un trasferimento di quattrini verso il negoziante. Parliamo adesso brevemente della STRATEGIA DISTINTIVA, una leva che per noi si e' rivelata fondamentale per sostenere la crescita. Io che ho radici di vendita , sono un po’ fanatico della vendita: tutti i processi di business sostanzialmente terminano con una vendita, anche il marketing , quello relazionale, nella realta' e' un atto di vendita face to face. Tema di fondo e' l’approccio di prossimita': il nostro business e' di massa , oggi abbiamo il grande tema della ricarica: se non ho benzina nell’auto non vado da nessuna parte. Se non ho la modalita' di ricarica continua, non posso consumare il traffico. E quando rimango senza traffico residuo? Quando ne ho bisogno; e allora canali distributivi che lavorano 24h al giorno, 7 giorni alla settimana. Un telefono ogni quanto lo compro: mediamente ogni 19 mesi e non ho quindi bisogno di avere il negozio sotto casa. La ricarica ogni quanto la faccio: una volta al mese: ho bisogno di avere il negozio sotto casa.Secondo questo schema, nell’ambito del geo-marketing, la costruzione di una rete di vendita: la ricarica la trovo in edicola, in tabaccheria, nelle pompe di benzina, presso gli sportelli Bancomat, poi c’e' il Conto TIM che permette la ricarica digitando dei codici sul telefonino, il tutto 24h al giorno, 7 giorni alla settimana. Concetto di prossimita': deve essere prossimo all’effettivo uso che ne devo fare. Abbiamo sette tipi di canali di vendita: vendita diretta che segue i cantieri, piccola e media impresa seguita sostanzialmente dagli agenti, mercato affari seguito dai dealers, i nostri negozi in franchising e il mercato di massa, con tabaccherie ,etc,. Le ricariche possono essere fatte mediante carta di credito, bancomat, etc : la telefonia cellulare e' profondamente legata al tessuto sociale ed economico del paese. Per fare telefonia di massa, bisogna attraversare tutta l’infrastruttura economica del paese. Quest’anno faremo di fatturato piu' di 11.000 MLD. E’ nato un settore nell’industria , che in circa 7-8 anni vale piu' di 30.000 MLD. Vedete Omnitel e tutto l’indotto e capite; avete letto sui giornali che AirTouch ha comprato Vodafone un colosso da circa 120.000 MLD e credo che sia la terza impresa mondiale di telefonia cellulare, che cambiera' radicalmente le regole del comunicare. Ricordate che L’INDIVIDUO E’ MOBILE,QUINDI E’ CELLULARE. Ci sono grandi aziende specializzate in telefonia fissa; altre che sono tutte nella telefonia mobile, tipo NOKIA e anche questo ha delle ricadute imponenti sulle ricadute dell’economia di un paese: pensate alla Finlandia, che e' Nokia. La Svezia e' Ericsson, la Francia e' Alcatel: e' veramente una grossa battaglia. Anche il canale finale e' importantissimo per raggiungere il consumatore finale. Usare le strech-card e ricaricare senza passare del canale istituzionale che e' il negoziante da vantaggio: e' come trovare la benzina sotto casa, dappertutto senza fare strada per trovare un benzinaio. Il prodotto evolve verso i bisogni del cliente e i bisogni del mercato. Di sicuro qualcuno avra' chiamato il 916 non per ascoltare il credito residuo ma per ricaricare il telefonino. Anche qui capite la complessita' della macchina che sostiene il businness della telefonia cellulare. Infine c’e' il commercio virtuale: siccome il nostro prodotto e' virtuale, si puo' fare commercio attraverso il telefonino. La rete di vendita e' una delle piu' moderne d’Italia, abbiamo piu' di 4.000 punti vendita piu' o meno diretti con l’insegna “Centro TIM”, 4 canali esclusivi, 36 negozi “Il Telefonino”, 25 catene di distribuzione organizzata e 1.800 imprese commerciali, piu' le banche, piu' gli uffici postali , piu' le tabaccherie,…abbiamo circa 60.000 punti vendita e di transazione commerciale. L’informatica sta dappertutto, ma in particolare a supporto della nostra rete distributiva; un’applicazione che si chiama SID (Sistema Informativo Dealer) che e' costituita da postazioni situate nei punti di vendita e che permettono la transazione in tempo reale; l’altra e' il cosidetto Info Dealer, che e' lo strumeto informatico che ci permette di inviare comunicazioni a tutti i Dealer. Un messaggio di sole tre righe arriva subito a tutti i Dealer. Da questo punto di vista puo' essere vista come una banca: infatti un’azienda telefonica e' la piu' simile di tutte ad un’azienda bancaria. Ultima riflessione e' il geo-marketing: per noi e' molto importante la rete distributiva per raggiungere i nostri clienti e forse non sapete che si vende se si e' presenti: questo sembra stupido ma e' un fattore fondamentale. La cosiddetta “location” e' il fattore che esprime il successo di un punto di vendita; potete avere il piu' bel negozio possibile, la piu' bella gamma di prodotti, siete sul vicolo chiuso e non vi compra nessuno. Siete un negozio sgangherato, avete prodottacci, siete in Corso XXX , => avete un negozio che vale e che va’: e' la location che e' importante , e molti dei nostri dealer non lo hanno ancora capito. Ci sono dei Corsi dei Viali dove a sinistra si vende e a destra no: di nuovo location. Abbiamo diviso le zone di una singola citta' per valutare le aree commerciali e la loro potenzialita' di vendita, per aprire negozi dove e' necessario e chiudendoli dove non e' necessario (analizza dei dati sui lucidi di piazze dove si vende molto e posti dove si osservano solo le vetrine). Vedete nella nostra storia c’e' soltanto tanto buonsenso, tecnicismi ce ne sono tanti, ma sovrana in questa avventura, nata non in Italia ma che l’Italia ha assunto in maniera pesante, e' il buonsenso. Grazie per l’attenzione. (Applausi !!!) Ora ci sono delle domande e riporto solo le piu' significative. 1) Dato che TIM colpisce ampiamente la fascia della “massa”, perche' non si e' mai pensato di creare delle ricaricard con tagli inferiori alle 60.000 per dare la possibilita' a coloro che non hanno reddito (tipo gli studenti) di effettuare delle ricariche senza avere il telefono scarico per un piu' o meno lungo periodo di tempo (con gli svantaggi che per il cliente TIM comporta la scheda scarica, tipo l’impossibilita' di ricevere SMS)?? La proposta e' cosi' intelligente che l’abbiamo applicata a dicembre; il famoso “Timmy Ciao”, non so se qualcuno di voi l’ha visto, ha 10.000 di traffico e l’abbiamo pubblicizzato abbassando l’entry price a 280.000. Per le ricariche da 10.000, tenga presente che 10.000 di traffico possono in qualche occasione essere una sola telefonata; gli economics di base non sono proprio in linea, perche' questo sarebbe un requisito minimo (ricordiamo che TIM mira ad avere clienti che spendono tanto). 2) Perche' per i rivenditori il margine sulle ricaricard e' piu' basso rispetto ai margini che ci sono sulle Ricariche Omnitel? Cio' porta il venditore in primis a vedere di buon occhio la vendita di ricariche Omnitel piuttosto che quelle TIM. Se e' la domanda che fa il successo dell’offerta, anche il sistema premiante che abbiamo messo in piedi conferma che e' perfettamente centrato; questo e' un tema iper-tattico, che porta il problema sul governo del canale non esclusivo. E’ un tema che stiamo discutendo, pero' la domanda e' cosi' elevata che forse non renderebbe necessario cambiare il sistema attuale, ma e' un problema che esiste e andra' affrontato. 3) Ha parlato degli errori di previsione durante il lancio delle carte prepagate: volevo sapere se e' stata una scelta della TIM ad immettere sul mkt poche schede perche' non riteneva il settore del prepagato abbastanza strategico rispetto al mercato degli abbonamenti, oppure e' stata proprio una incapacita' di soddisfare la domanda crescente? Abbiamo fatto una mossa sbagliata perche' nessuno aveva capito la reazione “sociale” del consumatore all’affrancarsi di quello che era un vincolo psicologico. Omnitel nell’Agosto del ’96 ando' molto bene e a Luglio acquisi' una quota di mercato superiore a noi; costretti a reagire. Squadra che perde non si cambia, e allora a settembre decidemmo di accendere i motori e nell’occasione della convention annunciammo la nostra proposta. A me l’onere di stimare la domanda: ma come si fa !?!? Non credete a chi si basa sugli strumenti statistici: di fronte ad un’innovazione non c’e' analisi storica che la possa prevedere. Allora intuizione: buonsenso e impegno personale. Dissi credo 140.000. Partono le macchine, ordini, modifiche, test, imballi, prova : 140.000,eh, ma quando mai, lotte interne, sono troppe, sono poche, insomma le solite vicende. Annunciamo. Il giorno dopo l’annuncio, alle 14.30 di domenica pomeriggio, una delle poche volte che ero andato a fare un riposino. Arriva mia moglie con il telefono in mano, faccio finta di non essere stato disturbato e rispondo al telefono e mi dice Gamberale (l’altro direttore commerciale) “senti Roberto, abbiamo previsto un po’ poco: raddoppiamo”. Rimuoviamo la macchina e aumentiamo le scorte. Sappiate che prima della convention spedimmo ai punti vendita un minimo di scorte perche' il cliente andasse subito a comprare il prodotto; qualche dealer respinse il prodotto, in quanto non ordinato e di sicuro non si vendera'. Non vero!! Vendemmo circa 10.000 carte telefoniche. Prima della fine di Ottobre avevamo gia' finito le scorte,perche' le scorte richiedono l’impostazione di tutta l’evasione di ordini: spazi sulle centrali, le centrali vanno ordinate ai fabbricanti con sei mesi di anticipo, ordini ai produttori di carte - che vanno per lotti = quindi siccome la produzione va sempre al limite, non c'e'’ spazio pero ordinare di piu' - insomma un casino !! All’inizio fu un panico gaudente ! Poi cominciammo a capire che si era innestato da parte dell’associazioni consumatori dei clienti la convinzione che fosse stata una mossa obliqua per stimolare il mercato, generare bisogno e dirottarlo verso il mercato di scambio. Nuove lotte interne, prima di 6 mesi non mi consegnano tale materiale, mentre la domanda era inarrestabile. Infatti piu' i clienti erano arrabbiati, piu' andavano in TV e piu' si generava domanda. C’era gente letteralmente che quando trovava una carta si rimetteva in coda per comprarne un’altra. Un ministro fu visto fare la fila per 2 volte!! Il mercato nero ! Su “Secondamano” c’era una pagina intera con carte a 180.000 con lo scontrino ! Riportato in TV si diceva “TIM fa il mercato nero delle carte”. Un vero e proprio fenomeno di economia di guerra: schede vendute a 180.000 con lo scontrino del dealer che segnava 100.000. Fu uno sbaglio, poi teorizzato in questo modo: pubblicita', specifica del prodotto, prezzo, quantita'. Il mix fu sbagliato in tutte le sue componenti: troppa pubblicita' perche' il prodotto era strapotente, ad un prezzo troppo basso, con le quantita' basse. Lavorando meno, si poteva avere prezzo piu' alto, spendere meno in pubblicita', avere un prodotto piu' circoscritto in termini di funzioni e finire la domanda di scorte in piu'. Dichiaro onestamente che questa fu una lezione grandissima. L’industria telefonica, che non ha mai sofferto di carenza di prodotto per la sua tipicita' - al massimo si trovava la linea occupata - si e' dovuta scontrare con la consegna di un prodotto immediato. Ci sono stati 5/6 mesi con carenza di schede, ma non si ando' mai sottoscorta. Cinque mesi dopo  usci' Opi con le prepagate che spendendo poco in pubblicita' porto' a casa tutta la domanda che generammo noi con la nostra offerta. 4) TIM ha mai pensato di rivitalizzare il mercato degli abbonamenti dando, sull’esempio della UK Vodafone il telefono ad un prezzo irrisorio? La domanda che mi fa e' la bestemmia per eccellenza, l’eresia piu' grande. Regalare il telefonino purche' si faccia credito telefonico, il sussidio. La droga, assaggia e non ne fai piu' a meno. Nel mondo in base ad una visione in passato diffusa, molto ottusa, si e' pensato che il diffondere la telefonia cellulare fosse regalare il telefono, purche' si sottoscrivesse un abbonamento della durata di due anni, x anni. Come e' accaduto per una societa' americana che ha fornito motori d’aereo ad alcune compagnie per 1$ pur di avere un contratto di assistenza di 20 anni su quei motori. Il sussidio e' lo stesso: ti do’ il telefono per 2 anni purche' tu me lo usi; questo ha innescato il maledetto fenomeno del “tasso di sostituzione”: lei ha contratto TIM e TIM le da’ un telefonino e lei paga i canoni e cosi' via…; poi Omnitel ad un certo punto le fa vedere un nuovo telefono, piccolo e bello come il nuovo motorola (V3688) e le dice che se sottoscrive un contratto, avra' quel telefonino. A questo punto si ha la distruzione reciproca del mercato; visto che e' l’oggetto che e' il desiderio, lei smette di pagare TIM e sottoscrive un nuovo contratto per avere un telefonino nuovo. Dopo sei mesi Wind viene da lei con un telefonino scintillante e fa la stessa cosa. Quindi c’e' la cannibalizzazione reciproca dei clienti. E cosi' il costo di acquisizione del cliente viene pagato al dealer; l’azienda paga il dealer per aver acquisito il cliente. Nei paesi anglosassoni il costo di acquisizione include il costo del telefono. Noi abbiamo lottato dall’inizio per far capire al mondo che questa pratica era sbagliata: in tre anni si cambia tutto il pacchetto di clienti. Oggi il mondo si e' reso conto che questa pratica e' una pratica suicida. Aggiunga che il prepagato non rappresenta nessun legame forte con il gestore; lei compra la carta TIM 100.000 e la carta Omnitel 100.000. Poi le mi regala il telefono perche' ho acquistato la prepagata…e' un assurdo !! Si fanno regalare il telefono e poi ricaricano sulla base del gestore che preferiscono. Dica a Wind di immettere i telefoni gratis e saremo contenti !!


La storia della prima telefonata con un cellulare, era il 1973...

.... ma già nel 1910 Ericsson telefonava in auto.....


*Retro-recensioni* di tutti i più famosi telefoni cellulari:

   

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